DECRETO CRESCITA E DECRETO SBLOCCA CANTIERI I principali risultati conseguiti dall’azione...

DECRETO CRESCITA E DECRETO SBLOCCA CANTIERI I principali risultati conseguiti dall’azione politica della Confederazione e le misure di maggior interesse per il Sistema delle nostre imprese

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FISCO

 

 

 

 

 

“Superammortamento” al 130 per cento per i beni strumentali nuovi

 

Viene reintrodotta l’agevolazione che consente alle imprese e ai professionisti di maggiorare del 30 per cento – per un totale del 130 per cento – il costo di acquisto, anche in leasing, dei beni strumentali nuovi – esclusi i veicoli e altri mezzi di trasporto – ai fini della determinazione degli ammortamenti e dei canoni di leasing deducibili dalle imposte sui

redditi.

La misura si applica agli acquisti – con un tetto di investimenti di 2,5 milioni di euro – effettuati dal 1° aprile 2019 al 31 dicembre 2019, con possibilità di completare l’investimento entro il 30 giugno 2020, purché, entro la data del 31 dicembre 2019, il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

 

 

Revisione della cd. “Mini-IRES”

 

 

 

La Confederazione ha evidenziato la necessità di una revisione della disciplina della c.d. “Mini- IRES”, introdotta dalla legge di bilancio 2019, in considerazione della sua complessità.

Si   prevedeva,   infatti,   una   corposa   riduzione dell’aliquota IRES (nove punti percentuali, dal 24%

al 15%), a fronte non solo dell’accantonamento degli utili a riserve diverse da quelle non disponibili, ma anche della necessità di effettuare investimenti in beni strumentali nuovi e di assumere nuova forza lavoro in eccedenza rispetto a quella in essere al 30 settembre 2018.

La nuova “mini IRES”, disegnata dal decreto crescita,            invece, prevede           ora       che,     fino                a

concorrenza dell’importo corrispondente agli utili d’esercizio accantonati a riserve diverse da quelle

non disponibili e nei limiti del patrimonio netto, si applichi l’aliquota IRES ridotta (in luogo dell’aliquota ordinaria del 24%) nelle seguenti misure:

›    22,5% per il periodo d’imposta 2019;

›    21,5% per il periodo d’imposta 2020;

›    21% per il periodo d’imposta 2021;

›    20,5% per il periodo d’imposta 2022;

›    20%,   a   regime,   a   decorrere   dal   periodo

d’imposta 2023.

Dal punto di vista soggettivo, l’agevolazione in esame riguarda sia gli imprenditori individuali sia le società in nome collettivo e in accomandita semplice   in   regime   di   contabilità   ordinaria, oltre alle società di capitali, ed è applicabile, facoltativamente,        sul        reddito di         impresa

dichiarato.

 

 

DECRETO CRESCITA _ Fisco                                                                                                                                                                      2

 

 

 

 

 

 

 

IMU sugli immobili strumentali: incremento fino a totale deducibilità

 

Dopo   l’incremento   dal   20%   al   40%   della deducibilità dell’IMU corrisposta sugli immobili strumentali da imprese e professionisti, avvenuto con   legge   di   bilancio   2019,   il   Governo   è intervenuto,  nuovamente,     nella                        direzione

auspicata      dalla     Confederazione     elevando,

gradualmente,   la   percentuale   di   deducibilità dell’imposta   locale   dalle   imposte   sui   redditi (IRPEF/IRES) fino a raggiungere, a regime, nel 2023, la totale deducibilità. In particolare:

 

›    per il periodo di imposta 2019, la deducibilità

passa dal 40% al 50%;

›    per i periodi di imposta 2020 e 2021, la

deducibilità passa dal 50% al 60%;

›    per il periodo di imposta 2022, la deducibilità

passa dal 60% al 70%;

›    a decorrere dal periodo d’imposta 2023, a

regime, la deducibilità passa dal 70% al 100%.

 

 

 

 

 

 

 

Trasmissione telematica dei corrispettivi: sostanziale “moratoria” delle sanzioni nella fase di avvio

 

 

 

Sull’obbligo   della   trasmissione   telematica   dei corrispettivi – la cui prima fase, come noto, è scattata lo scorso 1° luglio per i commercianti con un volume di affari superiore a 400.000 euro e la seconda scatterà dal 1° gennaio 2020 per tutti gli altri soggetti – il Governo è venuto incontro alle istanze della Confederazione che aveva chiesto di ridurre le difficoltà operative che avrebbero potuto incontrare imprese ed intermediari nella fase di avvio del nuovo adempimento.

In primo luogo viene prevista una “moratoria” delle sanzioni nel primo semestre di vigenza dell’obbligo – a decorrere dal 1° luglio, in un caso, e dal 1° gennaio, nell’altro – a condizione che gli operatori interessati                   provvedano   alla    trasmissione    dei

corrispettivi all’Agenzia delle Entrate entro il mese successivo a quello dell’operazione, fermi restando i termini di liquidazione dell’IVA.

A regime, poi, è previsto che la trasmissione dei corrispettivi debba essere effettuata entro 12 giorni dall’operazione (in luogo dei precedenti 5 giorni).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che gli operatori, che non abbiano ancora la disponibilità di un Registratore Telematico, potranno assolvere all’obbligo di trasmissione dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, senza incorrere in sanzioni, utilizzando i vecchi registratori di cassa, secondo modalità da definirsi con successivo provvedimento della stessa Agenzia delle Entrate (Circolare n.15/E del 29 giugno 2019).

 

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Soggetti ISA: Proroga al 30 settembre dei termini di versamento delle imposte

 

 

 

I contribuenti (circa 3,6 milioni) che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (cd ISA, che da quest’anno sostituiscono i vecchi Studi di Settore) avranno tempo fino al 30 settembre per i versamenti   delle   imposte   dirette,   dell’IRAP   e

dell’IVA, che scadono tra il 30 giugno e il 30 settembre, se dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun ISA, dal relativo decreto ministeriale di

approvazione.

 

 

 

 

 

 

 

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la predetta proroga riguarda anche i soggetti ai quali si applica il regime forfetario, il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità e per coloro che determinano il reddito con altre tipologie di criteri forfetari (Risoluzione n. 64/E del 28 giugno 2019).

 

 

 

 

Vendita di beni tramite piattaforme digitali

 

 

 

Per gli anni 2019 e 2020 viene introdotta, a carico delle piattaforme digitali che facilitano le vendite a distanza, una serie di obblighi di natura informativa. In particolare, viene stabilito che il soggetto passivo,                titolare    di    un’interfaccia   elettronica

intermediaria per le vendite a distanza, sia tenuto a trasmettere all’Agenzia delle Entrate, per ciascun fornitore, una serie di informazioni (che vanno, ad esempio, dai dati per l’individuazione del fornitore al numero totale delle unità vendute in

Italia). L’obbligo informativo dovrà essere assolto con cadenza trimestrale secondo le modalità che saranno stabilite dall’Agenzia delle Entrate.

È prevista anche una disciplina sanzionatoria: se il soggetto passivo, il quale facilita tramite l’uso di un’interfaccia elettronica le vendite a distanza, non trasmette, o trasmette in modo incompleto, i dati richiesti, questi sarà anche ritenuto responsabile dell’imposta dovuta sulle vendite a distanza qualora non dimostri che l’imposta è stata assolta dal fornitore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La misura rappresenta un primo, positivo, intervento finalizzato a favorire la compliance in materia di IVA sulle vendite a distanza di beni effettuate tramite piattaforme digitali, in attesa che – dopo il mancato accordo dello scorso 12 marzo in sede ECOFIN sulla istituzione di una “Web Tax” europea – gli Stati trovino, a livello OCSE, un accordo per una equa tassazione delle imprese digitali al fine di evitare che sorgano aree economiche deregolamentate e, dunque, defiscalizzate, in cui vengono prodotti redditi che sfuggono a qualsiasi forma di tassazione.

 

 

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Credito d’imposta per le commissioni riferite a pagamenti elettronici da parte dei distributori di carburante

 

 

 

A seguito dell’emanazione di una risoluzione dell’Agenzia      delle    Entrate,            che      delimitava

fortemente il perimetro di applicazione del credito d’imposta in favore degli esercenti impianti di distribuzione di carburante, si è resa necessaria l’emanazione di una norma di natura interpretativa. Con il decreto crescita, a seguito dell’azione di Confcommercio e Figisc, è stato chiarito che il credito d’imposta previsto in favore dell’esercente l’impianto di distribuzione – pari al 50% delle commissioni riferite a pagamenti elettronici – spetti non solo nel caso di acquisti effettuati da imprese e

lavoratori autonomi, ma anche nel caso di acquisti effettuati da consumatori finali.

La norma interpretativa, inoltre, ha chiarito come operare in caso di registrazioni indistinte dei costi delle commissioni per pagamenti di carburanti e di altri beni, ai fini della quantificazione del credito d’imposta, stabilendo che, in tal caso, il credito d’imposta spetta per la quota parte delle commissioni calcolata in base al rapporto tra il volume di affari annuo derivante dalle cessioni di carburante ed il volume di affari annuo complessivo.

 

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Il “pacchetto” semplificazioni fiscali

 

La Confederazione ha sempre sottolineato la necessità di interventi di semplificazione degli adempimenti fiscali a carico di imprese e contribuenti; nel corso dell’iter parlamentare di conversione del decreto crescita alcune richieste hanno trovato accoglimento. In particolare:

 

 

 

Cedolare secca: soppressione obbligo di comunicazione proroga

Viene abrogato l’obbligo della comunicazione della proroga, anche tacita, o della risoluzione del contratto di locazione abitativa per il quale è stata esercitata l’opzione della cedolare secca. Conseguentemente viene meno anche la relativa sanzione.

 

Dichiarazioni IMU e TASI

Il termine per la presentazione delle dichiarazioni relative   all’imposta   municipale   propria   (IMU) e al tributo per i servizi indivisibili (TASI) viene posticipato dal 30 giugno al 31 dicembre.

 

Termine trasmissione dichiarazioni redditi

Slitta, dal 30 settembre al 30 novembre, il termine per la trasmissione telematica dei modelli Redditi e della dichiarazione IRAP.

 

Indici Sintetici di Affidabilità fiscale – ISA

Ai fini della compilazione dei modelli dei nuovi ISA, l’Agenzia delle Entrate non potrà richiedere informazioni    che    risultino    già    indicate    dal

contribuente in altri quadri della dichiarazione dei

redditi. La novità si applicherà a partire dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020.

 

Dichiarazioni comprensibili

I modelli di dichiarazione e le relative istruzioni dovranno   essere   comprensibili   anche   per   i contribuenti sforniti di conoscenze in materia

tributaria. Essi, inoltre, dovranno essere messi a disposizione del contribuente almeno 60 giorni prima del relativo adempimento.

 

Obbligo di invito al contraddittorio

A partire dal 1° luglio 2020, fuori dai casi in cui sia stata rilasciata copia del processo verbale di chiusura (PVC), l’Agenzia delle Entrate, prima di

emettere un avviso di accertamento, avrà l’obbligo di convocare il contribuente, pena l’invalidità dell’avviso stesso. L’accertamento senza invito al contraddittorio potrà essere emesso solo nei casi di particolare urgenza (specificatamente motivata) o nelle ipotesi di fondato pericolo per la riscossione.

 

Ravvedimento parziale

Con un’interpretazione autentica, è stato precisato che il contribuente potrà avvalersi dell’istituto del ravvedimento anche in caso di versamento frazionato purché nei tempi prescritti.

 

Termine emissione fatture elettroniche

A decorrere dal 1° luglio 2019, la fattura elettronica potrà essere emessa entro 12 giorni (in luogo dei precedenti 10 giorni) da quando è stata effettuata

l’operazione.

 

Comunicazioni periodiche IVA

È   prevista   la   possibilità   per   i   soggetti   passivi d’imposta di presentare la dichiarazione annuale IVA entro il 28 febbraio (invece del 30 aprile): in tale ipotesi, i contribuenti saranno esonerati dall’obbligo di presentazione della comunicazione periodica IVA relativa al quarto trimestre dell’anno precedente.

 

Cedibilità dei crediti IVA trimestrali

A decorrere dal 1° gennaio 2020, sarà possibile cedere il credito IVA anche trimestrale, oltre che quello

annuale. La cessione permette di monetizzare il credito chiesto a rimborso, per ottenere liquidità immediata.

 

Lettera d’intento

Vengono   introdotte   delle   semplificazioni   negli adempimenti dei contribuenti per l’applicazione del regime di esenzione IVA. Viene eliminato l’obbligo di numerare e annotare in un apposito registro le dichiarazioni di intento emesse e ricevute.

 

 

DECRETO CRESCITA                                                                                                                                                                      6

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CREDITO E INCENTIVI

 

 

 

 

 

Modifiche all’intervento regionale del Fondo di garanzia PMI

 

 

 

Con il decreto legge “crescita” il Governo ha previsto la soppressione della possibilità per le Regioni di circoscrivere l’intervento del Fondo Centrale di garanzia per le PMI sul proprio territorio alla controgaranzia attraverso i Confidi. Le Regioni che si sono avvalse di tale facoltà avrebbero dovuto adeguarsi entro il termine massimo di 6 mesi dalla conversione in legge del Decreto (fine dicembre 2019).

La   Confederazione   ha   manifestato   la   propria contrarietà, rappresentando gli effetti negativi di

tale scelta sia sulla possibilità di accesso al credito delle imprese, specie di minori dimensioni, che sul sistema dei Confidi.

Nel corso dell’iter parlamentare di conversione, è stata confermata la scelta di riservare solo allo Stato la gestione del fondo, ma è stato concesso alle Regioni, che si sono già avvalse della facoltà in tema, di mantenere la limitazione fino al 31 dicembre 2020.

 

 

 

 

 

Sviluppo di canali alternativi di finanziamento alle PMI

 

 

 

L’intervento, in considerazione delle difficoltà di accesso al credito bancario per le PMI, mira a favorire lo sviluppo di canali alternativi di finanziamento alle

imprese.

A tal fine, a valere sulle disponibilità ordinarie del Fondo di garanzia per le PMI, viene prevista una sua nuova funzione addizionale con l’obiettivo di favorire le micro, piccole e medie imprese che realizzano progetti di investimento per il tramite

di piattaforme on-line di social lending e di crowfunding. La garanzia del Fondo potrà, pertanto, essere concessa anche in favore di soggetti che finanziano tali operazioni.

Nell’ambito del social lending, la categoria degli “investitori istituzionali” (tra i quali anche i fondi d’investimento) potrà, pertanto, rientrare tra i potenziali   finanziatori   in   operazioni   effettuate tramite piattaforme on-line.

 

 

DECRETO CRESCITA _ Credito e incentivi                                                                                                                                                                      7

 

 

 

 

 

 

 

Facilitata l’informazione sulle agevolazioni destinate alle imprese: il portale “incentivi.gov.it”

 

 

 

Per facilitare la fruizione da parte delle imprese delle agevolazioni previste dalla legislazione nazionale, il Ministero dello sviluppo economico renderà disponibile la piattaforma telematica denominata “Incentivi.gov.it”, alla quale le Amministrazioni

Pubbliche Centrali e Locali dovranno comunicare le misure di sostegno destinate al tessuto produttivo. Il fine è consentire alle imprese di disporre di un unico canale di ricerca dei bandi e degli incentivi disponibili su tutto il territorio nazionale per lo sviluppo delle proprie attività economiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti: estensione ai professionisti

 

 

 

E’ stato ampliato l’ambito di operatività del Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti, ossia il fondo destinato a sostenere, attraverso finanziamenti agevolati, le PMI in una situazione di potenziale crisi di liquidità a causa della mancata corresponsione di denaro da parte di altre aziende debitrici, i cui titolari siano imputati in

procedimenti penali per reati di truffa, estorsione, insolvenza fraudolenta o false comunicazioni sociali. In particolare, è stata estesa sia la platea dei beneficiari,   includendo   i   professionisti,   sia   il novero delle fattispecie di reato che assumono rilievo, includendo i reati di bancarotta semplice e fraudolenta e il ricorso abusivo al credito.

 

DECRETO CRESCITA _ Credito e incentivi                                                                                                                                                                      8

 

 

 

 

 

 

 

La “Nuova Sabatini” diventa più semplice

 

 

 

Sugli incentivi concessi dalla cd “nuova Sabatini” – per l’acquisto di beni strumentali nuovi, software e tecnologie digitali – le imprese potranno contare su un tetto più alto (4 milioni, in luogo dei 2 milioni precedenti) e procedure più semplici sia per la rendicontazione che per la liquidazione dei contributi a loro favore.

I contributi verranno erogati sulla base degli stadi di avanzamento dell’intervento finanziato piuttosto

che sulla base dello scadenzario previsto dal decreto di concessione adottato dal Ministero. Sempre   in   tema   di   semplificazione   è   stato riconosciuto che, per i finanziamenti di importo inferiore ai 100 mila euro, i contributi vengano erogati in unica soluzione, eliminando così gli oneri amministrativi per le imprese che effettuano investimenti di minore entità.

 

 

 

 

 

I Confidi nella gestione della “Nuova Sabatini”

 

 

 

Accogliendo   un’istanza   della   Confederazione, è stata ampliata la platea dei soggetti ai quali è consentita la concessione dei finanziamenti agevolati   per   l’acquisto   di   nuovi   macchinari, impianti, attrezzature, software e tecnologie digitali (cd Nuova Sabatini).

Da oggi, pertanto, le imprese potranno rivolgersi non solo alle banche e alle società di leasing, come

finora previsto, ma anche ai Confidi vigilati da Banca d’Italia.

Questa nuova impostazione consentirà specie alle micro, piccole e medie imprese di poter contare sul supporto dei Confidi anche nella complessiva gestione delle fasi di richiesta e rendicontazione

dell’agevolazione.

 

 

 

 

 

Incentivi sull’autoimprenditorialità più inclusivi e convenienti

 

 

 

La platea dei potenziali beneficiari degli incentivi sull’autoimprenditorialità è estesa alle imprese costituite da non più di 60 mesi (in luogo dei precedenti 12 mesi) e si allunga la durata dei mutui agevolati, che passa da 8 a 10 anni.

Le imprese costituite da almeno 3 anni potranno, inoltre, beneficiare di una maggiore copertura delle

spese ammissibili e dell’aumento del massimale dell’investimento: in luogo del 75% concesso in via ordinaria, potranno beneficiare del 90% di copertura delle spese, mentre l’investimento ammissibile viene portato a 3 milioni, raddoppiando quanto previsto in via ordinaria.

 

 

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LAVORO E PREVIDENZA

 

 

 

 

 

Enti Associativi Assistenziali: ripristino benefici fiscali

 

 

 

Un risultato di grande importanza è il riconoscimento del carattere non commerciale, ai fini impositivi, dell’attività assistenziale prestata dai Fondi Sanitari (come Fasdac, QuAS ed EST) e dalle Società di mutuo soccorso. Un intervento che supera le problematiche create dal Codice del Terzo Settore,

che aveva escluso tali soggetti dall’agevolazione fiscale, e che tiene così nella giusta considerazione il valore sociale dell’attività che questi Enti svolgono da decenni nel Paese, senza alcuno scopo di lucro e con il solo obiettivo di completare i livelli generali di assistenza del nostro Servizio Sanitario Nazionale.

 

 

 

 

 

Revisione strutturale delle Tariffe INAIL

 

Viene esteso a regime, a decorrere dall’anno 2023, il meccanismo di riduzione (di oltre il 46%) delle tariffe INAIL per la Gestione del Terziario, completando il risultato già ottenuto con la scorsa Legge di Bilancio, che aveva previsto tale riduzione per il triennio 2019 – 2021.

Ai   fini   della   copertura   degli   oneri   finanziari vengono stanziate nuove risorse, senza ridurre i finanziamenti già previsti per le imprese che investono in sicurezza e consentendo così alle nostre aziende di poter usufruire di una riduzione effettiva e strutturale del costo del lavoro che vale, solo per i nostri settori, circa 500 milioni di euro

annui.

 

 

 

Incentivo assunzioni nel Mezzogiorno

 

 

 

Stanziate, in linea con quanto richiesto dalla Confederazione, risorse nel limite di   200 milioni di euro per coprire gli oneri derivanti dall’incentivo previsto per le assunzioni a tempo indeterminato, effettuate dal 1° gennaio 2019 al 30 aprile 2019, nelle regioni del Mezzogiorno, di soggetti fino a 35 anni di età od oltre, se privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

I suddetti oneri derivano dallo sgravio contributivo totale riconosciuto dall’articolo 1, comma 247, della legge n.145/2018 in favore dei datori di lavoro privati che assumono, a tempo indeterminato, soggetti in possesso di determinati requisiti nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.

 

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COMMERCIO

 

 

 

 

 

Nuove agevolazioni per la riapertura e l’ampliamento di attività commerciali e turistiche

 

 

 

A partire dal 1° gennaio 2020, coloro che procedono all’ampliamento di esercizi commerciali già esistenti o alla riapertura di esercizi commerciali chiusi da almeno 6 mesi, nei comuni fino a 20.000 abitanti, potranno godere – per 4 anni – di un contributo fino al cento per cento della somma dei tributi comunali dovuti e regolarmente pagati nell’anno

precedente a quello nel quale è presentata la richiesta di concessione.

L’agevolazione, volta a promuovere l’economia locale e la rivitalizzazione dei centri storici, vede tra i destinatari il commercio al dettaglio, limitatamente agli esercizi di vicinato e alle medie strutture di vendita, la somministrazione di alimenti e di bevande al pubblico ed il turismo.

 

 

 

 

 

Tempi di pagamento tra le imprese

 

La    disposizione    introduce,    nell’ambito    della

disciplina   generale   sulla   lotta   ai   ritardi   di pagamento nelle transazioni commerciali di cui al d.lgs. 9 ottobre 2002, n. 231, l’obbligo per le società, a decorrere dall’esercizio 2019, di inserire, nel bilancio sociale, l’evidenza dei tempi medi di pagamento delle transazioni effettuate nell’anno, individuando altresì gli eventuali ritardi medi tra i termini pattuiti e quelli effettivamente praticati.

Nel bilancio dovrà, inoltre, darsi conto anche delle politiche commerciali adottate con riferimento alle transazioni sopra evidenziate e delle eventuali azioni poste in essere in relazione ai termini di pagamento.

 

 

 

Tale nuovo onere risulta sensibilmente attenuato, anche a seguito delle criticità rappresentate dalla Confederazione, rispetto alla previsione iniziale della disposizione approvata in pre-Consiglio che, sempre nell’ambito della redazione del bilancio, prescriveva anche l’obbligo di ponderare il tempo di pagamento di ciascuna transazione per il suo valore e di distinguere i pagamenti effettuati, rispettivamente, verso le grandi, le piccole, le medie e le micro imprese, nonché l’ulteriore onere di riportare il numero e il valore complessivo delle transazioni effettuate in ritardo rispetto ai termini massimi previsti dalla legge.

 

 

 

 

 

Contrasto all’Italiansounding

 

La   Confederazione   ha   sempre   rappresentato con forza la necessità di contrastare i fenomeni di abusivismo e contraffazione, con una politica che valorizzi il prodotto di qualità, italiano o trasformato in Italia, contro l’imitazione dei marchi a denominazione protetta. Si apprezza, pertanto,

 

 

 

l’introduzione di una definizione normativa, nel Codice della proprietà industriale, delle pratiche che integrano l’Italian sounding, ossia le pratiche “finalizzateallafalsaevocazionedell’origineitaliana diprodotti”.

 

 

DECRETO CRESCITA                                                                                                                                                                      11

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TRASPARENZA EROGAZIONI PUBBLICHE

 

 

 

 

 

Obblighi informativi erogazioni pubbliche

 

 

 

Anche a seguito delle criticità evidenziate dalla Confederazione, è stata rivista la disciplina che obbliga le Associazioni e le imprese a rendere pubblici i contributi ricevuti, se pari o superiori complessivamente a 10.000 euro annui.

La data entro cui assolvere l’obbligo per le Associazioni e le imprese, che non redigono la nota integrativa del bilancio di esercizio, slitta dal 28 febbraio al 30 giugno di ogni anno.

L’ambito   oggettivo   di   applicazione   è   stato circoscritto alle “informazionirelativeasovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di naturacorrispettiva,retributivaorisarcitoria”.

Le imprese potranno assolvere all’obbligo attraverso propri siti internet o, in mancanza, sui portali digitali delle associazioni di categoria di appartenenza. Quanto al profilo sanzionatorio – che si applicherà a partire dal 1° gennaio 2020 – viene prevista, in luogo della precedente sanzione della restituzione integrale delle somme, una sanzione pari all’1%

degli importi ricevuti con un importo minimo di 2.000 euro, nonché la sanzione accessoria dell’adempimento agli obblighi di pubblicazione. Il soggetto sarà tenuto alla restituzione integrale del beneficio solo se, decorsi 90 giorni dalla contestazione, non ottemperi agli obblighi di pubblicazione e al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria.

 

 

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TURISMO

 

 

 

 

 

Portali internazionali affitti brevi e identificazione ricettività turistica

 

 

 

Introdotte misure di contrasto all’evasione per i mega portali con sede all’estero che intermediano affitti brevi in Italia. Qualora, avvalendosi della mancanza di un’organizzazione stabile o anche solo di una rappresentanza legale nel nostro Paese, non operino, né conseguentemente versino all’Erario, le trattenute di legge sui corrispettivi intermediati, le società del loro stesso gruppo saranno responsabili in solido per tali omissioni.

Nella medesima ottica ciascuna struttura ricettiva e   immobile   destinato   ad   affitti   brevi   dovrà avere un codice identificativo, da utilizzare nelle comunicazioni inerenti all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza, in modo da migliorare la qualità dei servizi e contrastare l’abusivismo e l’evasione fiscale.

 

 

DECRETO SBLOCCA CANTIERI                                                                                                                                                                      13

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DIRITTO SOCIETARIO

 

 

 

 

 

Obbligo di nomina revisori e collegio sindacale nelle S.r.l.: raddoppiate le soglie

 

 

 

In linea con quanto rappresentato anche dalla Confederazione, sono state raddoppiate le soglie dimensionali previste dal recente codice della crisi di impresa e dell’insolvenza per l’obbligo di nomina dei revisori e del collegio sindacale nelle s.r.l.

In base al nuovo quadro normativo sono, quindi, tenute all’adempimento le società che, per due esercizi consecutivi, abbiano superato almeno uno dei seguenti limiti: totale dell’attivo dello stato

patrimoniale (4 milioni, e non più 2), ricavi delle vendite e delle prestazioni (4 milioni, e non più 2), numero di dipendenti occupati in media durante l’esercizio (20 unità, e non più 10). Resta fermo che l’obbligo di nomina cessa quando, per tre esercizi consecutivi, non sia superato alcuno dei predetti limiti.

A seguito dell’intervento, il numero delle s.r.l. che dovranno adeguarsi, entro il 15 dicembre 2019, si riduce significativamente.

 

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APPALTI PUBBLICI

 

 

 

 

 

Ritorno al Regolamento unico e superamento sistema “soft law”

 

 

 

Positivo    il    superamento    –    auspicato    dalla

Confederazione – del sistema di c.d. “soft law”, fondato sulle Linee Guida ANAC, originariamente previste ad integrazione della disciplina del Codice degli Appalti, a favore di un ritorno al modello, già utilizzato in passato, del Regolamento Unico di

attuazione del Codice, da adottarsi con apposito

Decreto. La modifica consentirà alle imprese di avere regole definite e più certe alle quali attenersi nella gara e nell’esecuzione dell’appalto. Le linee guida ANAC rimarranno in vigore nel regime transitorio, nelle more dell’adozione del Regolamento.

 

 

 

 

 

Centrali di committenza e maggiore flessibilità per i comuni non capoluogo di provincia

 

 

 

Fino al 31 dicembre 2020, per i comuni non capoluogo di provincia, è sospeso l’obbligo di ricorrere ad una centrale di committenza/stazione unica appaltante per l’acquisto di beni e servizi. Di conseguenza, fino a quella data, i predetti comuni

continueranno ad avere la facoltà di scegliere se procedere direttamente e autonomamente (nel qual caso le gare saranno evidentemente più accessibili per le PMI) oppure, in alternativa, attraverso le centrali di committenza/stazioni uniche.

 

 

 

 

 

Maggiore equilibrio tra i criteri di aggiudicazione

 

 

 

In linea con le istanze di Confcommercio che ha sempre chiesto di privilegiare il criterio dell’offerta più vantaggiosa, il decreto, ai fini dell’aggiudicazione dei   contratti   “sottosoglia”,   indica   il   criterio del “minor prezzo” quale alternativa all’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV). In tal modo, i due criteri risultano oggi posti sullo stesso piano, mentre nella formulazione originaria del decreto era stata prevista la prevalenza del minor

prezzo.

L’obbligo di ricorrere all’offerta economicamente più vantaggiosa viene, inoltre, previsto per i contratti di servizi e forniture di importo pari o superiore a

40.000 euro, caratterizzati da notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo, mentre   per servizi e forniture con caratteristiche standardizzate, o le cui condizioni sono definite dal mercato, è previsto, invece, il ricorso al criterio del minor prezzo, fatta eccezione per i servizi ad alta intensità di manodopera.

 

 

DECRETO SBLOCCA CANTIERI _ appalti pubblici                                                                                                                                                                      15

 

 

 

 

 

 

 

Esclusione dalla gara solo per irregolarità fiscali e contributive “definitivamente accertate”

 

 

 

Nel corso dell’iter parlamentare, in linea con le istanze confederali, sono state soppresse le disposizioni contenute nel testo originario del decreto legge che prevedevano la possibilità per la stazione appaltante di escludere discrezionalmente

un operatore economico dalla partecipazione ad una gara d’appalto in caso di violazioni, “anche se non definitivamente accertate”, degli obblighi attinenti al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estensione anticipazione del prezzo anche ad appalti di   servizi e forniture

 

 

 

Viene estesa anche ai contratti di servizi e forniture la disciplina sull’anticipazione del prezzo che la stazione appaltante è tenuta a corrispondere all’appaltatore nella misura del 20% del valore del contratto di

appalto entro quindici giorni dall’effettivo inizio della prestazione, originariamente limitata ai soli contratti di lavori.

 

 

 

 

 

Soppressione “rito superaccelerato”

 

 

 

Positivo il superamento del cd rito super-accelerato, che assegnava alle imprese un termine ristrettissimo (30 giorni) per agire in giudizio contro la propria esclusione o l’ammissione di un altro concorrente alla gara in relazione ai requisiti di partecipazione. Tale rito, in teoria condivisibile nell’intento di ridurre

il contenzioso, in pratica ha prodotto l’effetto contrario di aumentare in modo significativo i giudizi, costringendo spesso i partecipanti alle gare a sostenere i costi di inutili ricorsi, non sorretti da alcun interesse concreto.

 

 

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ZONE FRANCHE URBANE

 

 

 

 

 

Zona Franca Urbana Sisma Italia-centrale: estensione benefici ai professionisti

 

 

 

Sono estese ai professionisti, in linea con la richiesta della Confederazione, le agevolazioni fiscali e contributive per il biennio 2019-2020 concesse nelle Zone franche urbane dei comuni del centro Italia   colpiti   dagli   eventi   sismici.   Con   tale ampliamento viene allineata la platea dei beneficiari delle ZFU sisma a quella delle ZFU “ordinarie”,

nelle quali i professionisti sono stati coinvolti grazie alla riforma del 2017, conseguendo, attraverso la parificazione   tra   imprese   e   professionisti,   un maggiore adeguamento della normativa italiana a quella europea in riferimento alla definizione di attività economica.

 

 

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TRASPORTI

 

 

 

 

 

Nomina Commissari per opere prioritarie

 

 

 

Il decreto ha previsto la nomina di Commissari straordinari per velocizzare l’iter realizzativo di opere infrastrutturali prioritarie da determinare.

In   fase   di   conversione,   recependo   l’auspicio espresso da Confcommercio in sede di audizione parlamentare,   si   è   proceduto   a   individuare, nell’immediato, alcune prime opere da sbloccare, prevedendo procedure particolari per la nomina dei relativi Commissari.

 

Di particolare interesse per la Confederazione risulta essere la scelta di inserire tra queste il Terzo Valico dei Giovi, per il quale sono anche stati individuati fondi per quasi 7 miliardi di euro. L’opera consentirà    la                   realizzazione           di    un    corridoio

fondamentale per il transito intermodale delle merci dal porto di Genova ai mercati di riferimento nazionali e inte

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